
Talora è realmente difficile spiegare il comportamento dei mercati azionari.
Lo stretto di Hormuz, attraverso cui passa il 20% del petrolio e gas mondiali, è ancora chiuso e ancora non si vede un accordo tra USA e Iran per porre fine alla guerra in corso. Intanto innumerevoli sono le previsioni di contrazione della crescita mondiale in virtù della crisi energetica.
Intanto S&P500 e Nasdaq 100 registrano nuovi massimi storici. Per quale ragione ?
- Le previsoni di crescita degli utili per lo S&P500 nel primo trimestre sono del +14%, trainate dal settore tecnologico con un + 46%.
- La forte liquidità ancora in circolazione. Secondo la Fed di Saint Louis, la massa monetaria M2 è di nuovo su livelli elevatissimi: 23.152 miliardi di dollari. Si tratta di un valore positivo per i mercati finanziari. Perché vuole dire che c’è tanta materia prima da investire.
- Appare chiaro che entrambe le parti sono interessate alla riapertura dello stretto di Hormuz. Trump per far scendere il prezzo della benzina che tanto preoccupa i consumatori USA e per accontentare i suoi alleati arabi cui questa guerra ha creato diversi problemi, in primo luogo la perdita di grossi profitti da esportazioni di prodotti energetici. E certamente Trump preferisce arrivare alle elezioni di novembre con un mercato azionario forte, piuttosto che devastato da perdite, vista l’alta percentuale di americani che affidano i loro risparmi a Wall Street. L’Iran ovviamente tiene a riprendere le esportazioni petrolifere e gli scambi commerciali con il resto del mondo, anche per gestire una difficile situazione economica e politica interna.
Storicamente è già successo che lo S&P500 salga durante una guerra. E’ gia successo durante la seconda guerra mondiale che terminò nel settembre 1945 mentre il minimo di mercato fu registrato a giugno 1942.
Non possiamo garantire che le cose vadano nel modo migliore ma il comportamento dei mercati lo fa pensare. Nel suo libro “L’alchimia della finanza” George Soros scriveva “così spesso, i mercati sembrano anticipare gli avvenimenti in maniera corretta”. Questo accade perchè su di essi agiscono attori che conoscono il copione prima degli altri. D’altronde con Trump questo lo abbiamo visto più volte con movimenti sui mercati azionari e petroliferi pochi minuti prima dei suoi annunci…
Ribadiamo parliamo di probabilità, mai di certezze…Lo stesso George Soros diceva “così spesso”, non sempre.
Certo è che questa crisi energetica sembra ben diversa da quella della primavera 2022, guerra in Ucraina, quando a due mesi dall’inizio del conflitto la borsa USA perdeva il 18% dai massimi.
Scopri come stiamo gestendo questa fase di instabilità: