
Ormai, in questa fase, non servono analisti finanziari bensì analisti militari, capaci di interpretare lo scennario bellico del Golfo Persico.
Questo perchè. mentre scriviamo, lo stretto di Hormuz è ancora chiuso, continuano le attivià belliche e Trump dice… che progrediscono bene le trattative con gli iraniani.
Proviamo a ipotizzare due scenari.
SCENARIO PEGGIORE
Le attività belliche continuano, anzi fanno un salto di qualità, con lo sbarco di soldati USA sul territorio iraniano e/o l’attacco all’isola di Kharg da cui passa oltre il 90% del petrolio esportato dall’Iran. In effetti oltre 8.000 marines stanno convergendo verso la zona di guerra e questo da solo farebbe pensare a una escalation capace di creare ulteriori problemi alle forniture petrolifere mondiali. Ovviamente l’Iran risponderebbe con attacchi alle strutture energetiche dei paesi del Golfo, alleati degli USA.
Cosa comporterebbe questo scenario ?
- Forte rialzo dei prezzi di petrolio e gas con il Brent capace di raggiungere i 140 USD come nel 2022, guerra in Ucraina.
- Rialzo dell’inflazione anche fino all’8%, tanto maggiore quanto più prolungato lo shock energetico.
- Rialzo dei tassi di interesse da parte delle banche centrali
- Forte ribasso dei titoli di stato e delle obbligazioni a tasso fisso, soprattutto di quelli a lunga scadenza.
- Ribasso dei mercati azionari perchè i prezzi energetici aumentano i costi per le aziende e riducono il potere di spesa dei consumatori. Lo S&P 500 potrebbe agevolmente raggiungere il 5.900-6.000 punti. Ma peggio non è escluso.
COME DIFENDERSI DALLO SCENARIO PEGGIORE ?
- Avere ETC su petrolio o ETF su azioni petrolifere che però sono già saliti e potrebbero perdere di valore in caso di rasserenamento del quadro bellico.
- Oro che ha già perso il 20% dai massimi ma resta da accumulare sopra i 4.000 USD.
- Titoli di stato a tasso variabile che attualmente rendono il 3,4% annuo e il cui rendimento sale con l’inflazione. Nel 2022 arrivarono al 5% di rendimento.
- Azioni del settore energie rinnovabili, utility, infrastrutture, telecom che appaiono resistenti in questa fase .
- Un paniere diversificato di materie prime perchè l’aumento dei prezzi del petrolio si trasmette alle altre materie prime che ovviamente devono essere trasportate per raggiungere i luoghi di lavorazione e consumo.
SCENARIO MIGLIORE
Ovvamente un vero “cessate il fuoco” che permettesse la riapertura dello stretto di Hormuz e una forte discesa del prezzo del petrolio. Dall’altra parte Trump è al crollo delle preferenze (appena il 36%) e difficilmente vorrebbe arrivare con una guerra ancora in corso alle elezioni di novembre, in cui si gioca il controllo di Camera e Senato.
State pronti ad ogni scenario, mantenete un portafoglio diversificato, con liquidità disponibile per comprare sui forti ribassi, magari incassando qualche profitto se lo avete. Ricorda che puoi incassare soltanto i profitti, lasciando il capitale inizialmente investito. Questo permette di gestire psicologicamente meglio le fasi negative.