E così, dopo appena quattro anni, ci troviamo di fronte a una nuova guerra importante sullo scenario mondiale.

Rispetto alla guerra in Ucraina, quella attuale colpisce ancora più sensibilmente le forniture energetiche mondiali. Attraverso lo stretto di Hormuz passa giornalmente il 20% della produzione di petrolio e gas mondiale; inevitabili i rialzi di queste due materie prime e delle altre a ruota.

Come già visto nel 2022-2023, l’aumento dei prezzi di petrolio e gas inevitabilmente aumenta l’inflazione, poichè il petrolio determina il prezzo dei trasporti mondiali, mentre quello del gas condiziona fortemente quello dell’energia elettrica. E l’aumento dell’inflazione riduce consumi e profitti aziendali, e ostacola il ribasso dei tassi di interesse o ne promuove il rialzo. Purtroppo l’Europa, non autonoma dal punto di vista energetico, è la regione più esposta alle conseguenze del rialzo dei prezzi energetici. Il Qatar, che ha chiuso un importante impianto di gas naturale liquefatto, è la fonte del 45% delle importazioni di LNG in Italia.

In queste condizioni il TEMPO è la variabile cruciale. Quanto durerà la guerra ? Quanto durerà il blocco o la forte riduzione  delle forniture energetiche dal Golfo Persico ? Maggiore la variabile TEMPO, maggiori le conseguenze economiche della soluzione bellica. Trump ha parlato di quattro settimane, ma l’apparato militare dell’Iran non è quello dell’Iraq o del Venezuela. E in ogni caso la durata di un intervento militare è una variabile difficile da quantificare: i russi pensavano di avere ragione dell’Ucraina in poche settimane e…sono passati quattro anni dall’invasione senza che la conclusione si intraveda. L’invio di truppe di terra sullo scenario di guerra implicherebbe un aumento dei tempi del conflitto in corso.

Come proteggere il proprio portafoglio di investimento ?

Una settimana fa avevamo consigliato di avere Oro e azioni petrolifere in portafoglio e i fatti ad oggi ci stanno dando ragione.

https://www.linkedin.com/posts/vittorio-donadeo-9156732b_venti-di-guerra-le-probabilit%C3%A0-di-un-attacco-activity-7430634749104111616-vPTP/?utm_source=share&utm_medium=member_desktop&rcm=ACoAAAZTyGEB30vedV8bAE2oO5uSCCHC4hfx-n4

Certo, prendere un po’ di profitti dai mercati azionari europei ed emergenti su cui avevamo puntato da mesi, è una scelta oculata che permette di ridurre l’esposizione azionaria e avere liquidità da investire sui ribassi. Chi fosse bravo con il timing potrebbe avere posizioni azionarie ribassiste per ridurre il rischio di portafoglio, ma è una operatività da veri esperti che in genere produce perdite ai neofiti.

Discese dello S&P500 sotto i 6.700 – 6.500 punti sarebbero indicative di un peggioramento del quadro macroeconomico indotto dai prezzi energetici che restano una variabile fondamentale per la vita di persone e aziende. E non ultima di un settore particolarmente energivoro, ossia l’Intelligenza Artificiale, su cui gli analisti globalmente basano le future prospettive di profittabilità aziendale.

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