Come avere un reddito cedolare del 5 – 7 % annuo
LE PERFORMANCE PASSATE DI OGNI STRUMENTO FINANZIARIO NON SONO GARANTITE, MA NEMMENO ESCLUSE. GLI ETF AD ALTA CEDOLA VANNO ASSOCIATI A INVESTIMENTI IN TITOLI DI STATO E OBBLIGAZIONI AD ALTA AFFIDABILITA’.
Molti vorrebbero avere un reddito cedolare medio del 6% annuo ma attualmente i rendimenti dei conti correnti sono a zero.
Esistono tre modi per avere un reddito cedolare compreso tra il 5 e il 7% annuo, anche in fasi negative per i mercati finanziari. Nelle fasi di turbolenza il rendimento cedolare può salire anche all’8-12%, perché il prezzo degli strumenti sottostanti scende e si rende possibile il loro acquisto a un prezzo nettamente più conveniente: questo per gli investitori ben informati. Ribadiamo con forza che questi investimenti ad alta cedola siano mantenuti per almeno tre/cinque anni, preferibilmente per periodi più lunghi, in modo da evitare temporanei andamenti negativi degli stessi e per poter coglierne al meglio i risultati.
Rispetto a un investimento immobiliare, con gli ETF c’è la certezza del reddito cedolare, perché non esiste la morosità dell’inquilino, il blocco degli sfratti o le spese ordinarie e straordinarie di manutenzione. Inoltre un immobile non offre la possibilità di una vendita parziale né la certezza di trovare velocemente un acquirente.
I GRAFICI DEGLI ETF CITATI SONO PRESENTI NELLA SEZIONE RISERVATA AGLI ABBONATI PREMIUM
TITOLI DI STATO DEI PAESI EMERGENTI
Il grafico soprastante riguarda un ETF investito in titoli di stato dei paesi emergenti in Dollari USA: performance + 136% in diciotto anni. Inoltre dal 2008 c’è stata una rivalutazione del Dollaro del 19% per un performance totale del +155%.
Attualmente il rendimento cedolare di questa asset class è del 6% (aprile 2026), diversificato su una pluralità di stati e con la possibilità di annullare il rischio di cambio valutario contro Dollaro. In caso di copertura del rischio di cambio il rendimento scende al 4% per i costi di questa operazione sostenuti dall’ETF.
I paesi emergenti hanno un rapporto debito/prodotto interno lordo sensibilmente migliore di molti paesi sviluppati (esempio Italia o Giappone), tassi di crescita più alti e una spesa pensionistica inferiore per la giovane età della popolazione. La tassazione sulle cedole incassate dai titoli di stato emergenti è al 12,5%, analoga a quella dei titoli di stato italiani, inferiore rispetto al 26% delle obbligazioni aziendali e delle azioni.
L’analisi del grafico evidenzia come i cali di prezzo (2020 e 2022) siano state ottime occasioni di acquisto a sconto.
N.B. Titoli di stato e obbligazioni a tasso fisso scendono di prezzo in previsione o in risposta a rialzi dei tassi di interesse da parte delle banche centrali. Discese di prezzo portano ad un aumento dei rendimenti cedolari, in risposta ad un aumento di inflazione o a previsioni di aumento dell’inflazione.
Il miglior momento per comprare titoli di stato o obbligazioni a tasso fisso è quando si prevede un ribasso dei tassi di interesse da parte delle banche centrali o quando è appena iniziato un ciclo di ribasso .
Sono disponibili ETF sui titoli di stato emergenti a breve scadenza (massimo cinque anni ): questo ovviamente riduce le variazioni di prezzo legate ai tassi di interesse.
OBBLIGAZIONI AZIENDALI (CORPORATE) AD ALTO RENDIMENTO (HIGH YIELD)
Le obbligazioni sono titoli emessi da società private o a controllo pubblico che garantiscono un reddito cedolare periodico e la restituzione del capitale alla scadenza temporale.
In questo caso si tratta di obbligazioni emesse da aziende con un livello minore di affidabilità creditizia. Tuttavia, l’investimento da noi consigliato attraverso ETF è diversificato su centinaia di società, e quindi molto diversificato.
Il grafico soprastante si riferisce a un ETF Obbligazionario Euro Alto Rendimento che dal settembre 2010 ha prodotto una performance positiva del 94%. Anche in questo caso 2020 e 2022 sono state ottime occasioni di acquisto su ribassi di circa il 20%.
Il rendimento cedolare annuo varia dal 5,8% per le obbligazioni high yield in Euro, al 7% di quelle in USD. ( inizio 2026 ). Anche sulle obbligazioni in dollari vi sono ETF che annullano il rischio di cambio con un costo annuale dell’1,6% annuo sostenuto dall’ETF.
AZIONI MONDIALI AD ALTO DIVIDENDO
Le azioni sono titoli rappresentativi di quote di capitale delle società e misurano la partecipazione del socio nella società. A differenza delle obbligazioni non garantiscono la restituzione del capitale investito e non hanno scadenza temporale.
Tuttavia mentre un titolo di stato o una obbligazione saranno sempre rimborsati a un valore di 100, un ‘azione comprata a 10 dollari può salire a 1.000 dollari o oltre. N.B. I nostri portafogli di ETF contengono migliaia di titoli azionari per cui la diversificazione è massima, sia geografica che per settore di investimento.
Il grafico in alto è relativo all’ ETF, da noi selezionato, investito in azioni mondiali ad alto dividendo (4% annuo). Da maggio 2016 il valore dell’ETF si è più che triplicato, includendo le cedole distribuite. Anche in questo caso, i cali dei mercati azionari sono forieri di performance superiori alla norma. Il noto imprenditore americano Rockfeller sosteneva “comprate quando per le strade scorre il sangue”, ovvero quando tutti hanno il terrore di investire; questo a riprova che la tempistica negli investimenti non ha un ruolo secondario nel risultato finale.
Chi non necessita di integrazioni di reddito da cedole, è preferibile che utilizzi ETF ad accumulazione in cui le cedole, non sottoposte a tassazione, vengono automaticamente reinvestite nell’ETF; la tassazione avverrà soltano al momento della vendita dell’ETF, anche dopo decenni.
Sta di fatto che l’investimento azionario è quello che garantisce performance migliori nel lungo termine. Dal 1985 al 2023 un investimento sull’indice azionario mondiale, MSCI World, si è moltiplicato per 13 volte in 38 anni. Il fondo sovrano norvegese, che ha il compito di garantire il benessere futuro del popolo scandinavo, investe il 70% del proprio patrimonio in azioni mondiali. Le statistiche di un arco di 70 anni sul mercato USA indicano che il rendimento azionario, dividendi inclusi, è almeno triplo di quello di titoli di stato e obbligazioni.
SCEGLI INVESTETF PREMIUM: 14 Euro al mese.
https://investetf.it/membership-account/membership-checkout/
Altri asset presenti nei nostri portafogli

ORO: IL BENE RIFUGIO PER ECCELLENZA
Dai 300 dollari l’oncia del 2002, l’Oro è passato agli oltre 5.000 dollari del 2026, un aumento di valore di 17 volte. Non sarà sempre così ma non dimenticate che i più grandi detentori di Oro sono le banche centrali. Perchè non imitarle almeno parzialmente ?
Dicisiamo subito: l’oro non distribuisce alcuna cedola o dividendo. Il guadagno ottenibile dipende esclusivamente dal suo apprezzamento. L’oro rappresenta il bene rifugio per eccellenza perché esiste in quantità limitata ed è il principale asset detenuto dalle grandi banche centrali di USA e Europa. Inoltre il metallo giallo difende dalla crescita dell’inflazione e dalle grandi crisi economiche e politiche. Ricordiamo che l’oro è assente nei fondi comuni tradizionali che non possono investire direttamente in materie prime; è invece acquistabile direttamente dall’investitore privato mediante gli ETC, che hanno un favorevole trattamento fiscale di compensazione su pregresse minusvalenze (perdite realizzate su fondi comuni o ETF o azioni).
Fonte grafico: yahoofinance.com
Come si vede, anche l’oro, negli ultimi anni, non si sottrae a quanto detto in precedenza a proposito di altri asset: comprare nelle fasi di debolezza aumenta la probabilità di performance migliori. L’analisi fondamentale e quantitativa dei mercati serve proprio a questo: insegna a investire quando i prezzi sono bassi e a incassare soltanto i profitti nelle fasi di esuberanza, reinvestendo su altri asset più a buon mercato . Inutile negare che anche l’oro ha conosciuto fasi ribassiste, ma queste si sono sempre associate a fasi rialziste per i mercati azionari; diversificare su oro e azioni risulta essere una scelta saggia.
Durante il 2007-2008, mentre i mercati azionari crollavano del 50% per la crisi dei mutui subprime, l’Oro guadagnava il 30%. Inoltre l’oro è quotato in dollari USA, il che permette di essere contemporaneamente esposti a due beni rifugio, i quali, peraltro, tendono ad essere inversamente correlati.
COME OTTENERE IL 3,3% DI RENDIMENTO DALLA TUA LIQUIDITA'
Lasciare i soldi sui conti correnti non permette di percepire interessi. E’ pertanto importante che anche la liquidità, ossia il denaro facilmente disponibile per ogni evenienza, produca un rendimento finalizzato a difenderci dall’inflazione.
Ecco le caratteristiche della nostra soluzione: 3% DI RENDIMENTO.
- direttamente dal tuo conto corrente
- senza addebito dello stipendio
- non per soli sei mesi ma fin quando vuoi tu
- se i tassi salgono, salgono i rendimenti cedolari senza alcun limite anche fino al 5% come nel 2023
- se i tassi scendono aumenta il valore dei titoli in portafoglio
- sempre svincolabili, anche parzialmente, senza perdere gli interessi maturati
- tassazione al 12,5% dei rendimenti contro il 26% dei conti deposito, in quanto titoli di stato
- esenti da tassa di successione
- non devi andare ogni volta alla ricerca di un nuovo conto deposito e provvedere ad aprirlo
- interessi accreditati sul tuo conto semestralmente
- rating BBB dei titoli acquistati dal tuo conto corrente, pari a quello italiano
Altri asset disponibili per gli utenti di InvestETF
AZIONI ITALIANE DI QUALITA’ (Indice FTSE STAR Borsa Italiana)
Il grafico superiore mostra l’andamento decennale di un ETF investito in aziende italiane di media capitalizzazione. Risultato: raddoppio del capitale in dieci anni.
Tra queste aziende sceglieremo quelle da segnalare ai nostri utenti: è il nostro contributo per premiare e sostenere l’eccellenza del nostro paese .
L’investimento in aziende italiane viene realizzato con ETF esenti da tasse sui profitti e esenti da tasse di successione, purchè l’investimento venga mantenuto per almeno cinque anni: cosiddetti ETF P.I.R. (Piani Individuali Risparmio).
MATERIE PRIME: LA DIFESA DALL'INFLAZIONE.
Le materie prime hanno sempre rappresentato storicamente una difesa contro l’inflazione. Tra il luglio del 2021 e il luglio 2022 l’inflazione in Italia e USA ha superato il 6%; nello stesso periodo un investimento diversificato in materie prime avrebbe reso oltre il 40%, coprendo l’inflazione e coprendo cali del 15-20% che hanno interessato sia il mercato azionario che quello obbligazionario mondiale nel 2022.
I fondi comuni tradizionali, per regolamento, non possono investire in materie prime mentre lo possono fare i privati investitori con gli ETC, quotati anche sul mercato italiano. I profitti realizzati sugli ETC, al contrario di quelli realizzati sui fondi comuni, sono esentasse qualora l’investitore abbia realizzato perdite nei quattro anni precedenti. L’investimento in materie prime necessita di ottimali tempistiche di acquisto e vendita, visto che il settore può essere soggetto a cali di prezzo sensibili e prolungati. Da gennaio 2017 a febbraio 2026 un ETF sull’indice delle materie prime ha reso il 64%, contro una crescita dell’inflazione italiana del 22%.
VALUTA I VANTAGGI OFFERTI AI CLIENTE PREMIUM DI INVESTETF
https://investetf.it/membership-account/membership-checkout/